Castello Molina di Fiemme. Elaborate come auto da corsa, le vetturette a tre ruote si sono date battaglia a suon di sportellate
Quarantadue Apecar alla sfida sulla neve
Gran spettacolo al primo "Snow trophy" sul circuito di Maso Sorte
Castello Molina di Fiemme. In Trentino è una novità assoluta ma da oltre dieci anni il rombo delle "Apecar" Piaggio, elaborate come auto da corsa, è di casa nei vicini circuiti veneti. Ieri i quarantadue bolidi a tre ruote iscritti all'"Ape snow trophy" si sono dati battaglia ieri sul circuito di Maso Sorte a Molina, imbiancato dalla copiosa nevicata del mattino.
Se avete in mente le classiche Ape che si incrociano traballanti sulle strade, state sbagliando di grosso. L'unica cosa che i veicoli da gara hanno in comune con quelli "normali" è la sagoma della parte anteriore. Tutto il resto viene modificato, elaborato artigianalmente dal team. Innanzitutto per rendere le Ape sicure. Il severo regolamento vieta i vetri, che vanno sostituiti con reti metalliche, prevede il roll-bar, l'obbligo del casco e delle cinture di sicurezza. I mezzi sono suddivisi in quattro categorie (fino a 130cc, fino a 1200cc, oltre 1200cc, prototipi). La potenza dei motori è notevole, ma la velocità che può essere raggiunta su un circuito come quello del Maso Sorte non è elevatissima, al massimo sessanta chilometri orari. La preparazione della pista è costata notevole fatica alla scuderia Val di Fiemme, promotrice della gara, che ha dovuto creare un fondo duro di neve e ghiaccio utilizzando il cannone su cui poi è venuto a formarsi uno strato di neve fresca. La base deve necessariamente essere solida e compatta per resistere alla forza sviluppata dai pneumatici chiodati montati sulle Apecar. Il circuito di cinquecento metri è stato disseminato poi di una serie di trabocchetti per rendere le competizioni più divertenti e spettacolari. Particolarmente insidiosa si è rivelata la doppia curva situata poco prima del tornante che portava al traguardo, dove non poche Ape si sono rovesciate. Ogni volta che un veicolo capottava, c'erano i pompieri a raddrizzarlo ed il mezzo poteva riprendere la corsa. E' stato previsto anche un sistema a bandiere di segnalazione del pericolo in pista del tutto simile a quello adottato nella formula uno. Le gare dovevano iniziare alle 10, ma a causa di alcuni problemi organizzativi sono cominciate un'ora dopo, precedute dalle prove di qualificazione, che hanno determinato la griglia di partenza.
Ai quattro vincitori di categoria (Lino Lena per la categoria sotto i 130 cc, Gianni Altoe fino ai 1200 cc, Tomaso Campedel oltre i 1200 cc e Maurizio Savio per i prototipi) oltre alla meritata gloria e all'immancabile coppa, una bottiglia di grappa.
Unica pecca, la partecipazione limitata del pubblico, imputabile sia al clima poco clemente che alla scarsa pubblicità data alla competizione. Sulla stessa pista il 19 gennaio si svolgeranno i campionati italiani di guida su ghiaccio. Stavolta per auto vere.
Alberto Covelli  TRENTINO 06/01/2003